Global Poker Masters, quando l’Italia salì sul tetto del mondo

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Global Poker Masters, quando l’Italia salì sul tetto del mondo

In questi giorni di vera e propria astinenza dal poker live, ci piace ricordare eventi che hanno fatto la storia del gioco. Come l’evento che vide l’Italia primeggiare sul resto del mondo, in una settimana non troppo lontana nel tempo. Era la prima (e fin qui unica) edizione della Global Poker Masters, quella che si disputò cinque anni fa.

Alcuni tra i migliori giocatori del mondo si diedero appuntamento al Portomaso Casino di Malta. Questa competizione, ideata da Alex Dreyfus, si disputò nel mese di marzo del 2015, in concomitanza con un altro grande evento. Era l’evento “combined” tra Italian Poker Tour ed European Poker Tour, che fece segnare una serie di record per quel tempo.

La struttura di Saint Julian era di fatto la capitale mondiale del poker per un paio di settimane di pura follia. E proprio nel corso dell’Italian Poker Tour si disputò la Global Poker Masters. Il Team Italy era un concentrato di talento e di skill applicate al gioco: ne facevano parte Andrea Dato, Dario Sammartino, Giuliano Bendinelli, Mustapha Kanit e Rocco Palumbo.

Bendi finisce nella fontana

La prima fase della Global Poker Masters prevedeva una serie di tavoli 8-handed, al termine dei quali venivano assegnati dei punteggi. E i primi scalpi fatti dal Team Italy erano rappresentati dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Così i tavoli si sono ridotti in modalità 6-handed, con l’adrenalina che saliva colpo dopo colpo.

L’Italia si godeva il grande momento dei suoi cinque alfieri, capaci di resistere agli assalti soprattutto degli Stati Uniti e del Canada. Proprio quest’ultimo team, forte di gente come Ami Barer e Sorel Mizzi, fu costretto ad alzare bandiera bianca. Con loro fuori anche la Germania di Ole Schemion e l’Ucraina di Eugene Katchalov.

Rimasero tre formazioni, le più forti e le più costanti di questa Global Poker Masters. Da una parte il Team Italy, forte ancor di più a livello mentale. Dall’altra parte lo spauracchio americano, con giocatori come Dan Smith, Dan Colman e Jacob Schindler. Infine la Russia, una specie di outsider con giocatori di spessore come Troyanovskiy e Filatov.

Ma Dario Sammartino sbatte fuori gli americani e porta Italia e Russia al testa a testa finale. Cinque heads up carichi di adrenalina, ma subito decisi in nostro favore. Ci pensano lo stesso Sammartino, Palumbo e Kanit a far fuori i russi e a regalarci questa grande soddisfazione. Ma il premio di MVP va a Giuliano Bendinelli per un episodio altrettanto storico: il tuffo nella fontana all’esterno del Portomaso.

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