Mike Postle, la resa dei conti: processo a fine febbraio

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Sta per consumarsi uno dei casi più attesi nella storia recente del rapporto tra poker e legge. Stiamo parlando del caso di Mike Postle, il giocatore accusato di aver barato a una partita di cash game, disputata presso la poker room della Stones Gambling Hall di Sacramento.

Postle è il grande accusato al termine di una sessione che ha fatto molto discutere. Gli ultimi mesi sono stati molto caldi su questo fronte e tanti giocatori di caratura mondiale si sono espressi. Ma ora sembra essere finalmente giunto il momento di veder risolta questa situazione scottante.

Anche perchè – come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi – Mike ha finalmente accolto il suo avvocato. Mac Verstandig è riuscito a recapitare al suo assistito la lettera di comparizione in tribunale per il processo. E alla fine Mike Postle ha capitolato, forse in tempo per costruirsi una tesi difensiva.

I 28 giorni di Mike Postle

Stando alle indiscrezioni che provengono dagli Stati Uniti, il tempo a sua disposizione sta per scadere. Il fatto di aver aggirato i continui inviti a comparire ha ulteriormente aggravato la posizione di Postle. Tanto che la corte gli avrebbe consentito di gestire la sua situazione in appena ventotto giorni.

La data limite imposta dal tribunale che lo giudicherà, infatti, è quella del 26 febbraio. E una volta che Mike ha ricevuto otto giorni fa l’invito a comparire, gliene restano venti prima del processo. Entro questo giorno, il grande accusato dovrà preparare una linea difensiva che lo consenta di non perdere la libertà.

Tra le altre cose, è trapelata l’indiscrezione secondo la quale nessun avvocato affiancherà Mike Postle durante il processo. Nel frattempo i legali della Stones Gambling Hall di Sacramento inizia a cautelarsi, insieme al responsabile della poker room Justin Kuraitis.

Ovviamente l’attenzione è rivolta tutta su questo processo, che potrebbe dare una sentenza non così ovvia. Da una parte c’è il mondo del poker, che ha ormai accusato Postle di essere un baro. Dall’altra parte c’è un tribunale che, prove alla mano, dovrà dare una sentenza che è insindicabile.

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