Le regole di Daniel Negreanu per la nuova classifica del Player of the Year

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Daniel Negreanu continua a vincere, ma continua anche a non accontentarsi mai di quanto gli accada. Il giocatore canadese è il fresco vincitore della classifica del Player of the Year alle WSOP. Un traguardo che ha raggiunto grazie anche a un’intensa attività ai tavoli del Kings Casino di Rozvadov.

Tra le altre cose, Daniel ha dovuto sudarsi questo titolo fino all’ultimo torneo in programma. Shaun Deeb era il suo ultimo avversario ed era in corsa nel Colossus terminato martedì. Tuttavia, l’undicesimo posto dell’americano ha consegnato a Kid Poker il titolo per il 2019.

Tuttavia, Daniel Negreanu starebbe pensando a come potrebbero cambiare i termini di questa classifica. Il Player of the Year finisce dunque nuovamente al centro dei pensieri del giocatore canadese. Il tutto dopo un lungo autunno in cui l’ex testimonial PokerStars ha pensato a come cambiare il poker live.

Ed ecco dunque che, dopo il decalogo di regole con cui far funzionare una nuova eventuale serie di tornei live, Negreanu tira nuovamente fuori il blocchetto degli appunti per rendere pubblici alcuni suggerimenti con i quali migliorare la classifica del Player of the Year.

Ancora una volta, il canadese ha usato il suo profilo Twitter per riassumere il proprio pensiero. Questa volta ha tirato fuori sei punti fondamentali con i quali rendere più intrigante questa classifica. Andiamo dunque a scoprire quali sono i suggerimenti di Daniel a tal proposito.

Rendere validi per la classifica i migliori 12 piazzamenti ITM;
Portare il valore dei cash minimi quasi allo zero;
Aumentare i punti per i migliori 27 giocatori di un torneo;
Aumentare i punti per chi prende parte ai tavoli finali;
Diminuire i punti in palio per il Final Table del WSOP Main Event;
Più qualità, meno quantità.

Daniel Negreanu ci sembra chiaro anche questa volta, e non ha tutti i torti in questo caso. E riportiamo l’esempio di Chris “Jesus” Ferguson, che vinse il titolo di WSOP POY due anni fa. Il giocatore americano puntò soprattutto su un gran numero di tornei dal buy-in basso per andare spesso ITM e accumulare punti.

Questa strategia fu vincente, ma andò a discapito di un’altra strategia, utilizzata da altri grandi giocatori tra cui Negreanu. Questi puntarono soprattutto sugli eventi Championship, quelli da 10.000 dollari di buy-in. Piazzamenti più prestigiosi ma meno eventi e quindi meno punti in palio per i partecipanti.

Se andassero in porto questi suggerimenti, la “strategia Ferguson” non avrebbe di fatto più valore. Di contro, quanto attuato da Negreanu e altri giocatori due anni fa, ma anche dal nostro Dario Sammartino nelle ultime due edizioni, porterebbe decisamente i suoi frutti.


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