USA, verso il ritorno della deduzione integrale delle perdite nel gambling: cosa sta succedendo in Congresso
Il Congresso statunitense ha compiuto un passo importante verso la modifica della controversa disciplina fiscale sulle perdite da gioco. Ma il percorso legislativo è ancora lungo.
Un provvedimento che potrebbe modificare nuovamente il trattamento fiscale delle perdite derivanti dal gambling negli Stati Uniti ha superato un passaggio significativo al Congresso.
Il 16 settembre 2026 la House Ways and Means Committee, la commissione della Camera dei rappresentanti competente per la legislazione fiscale, ha approvato con 38 voti favorevoli e 5 contrari il Digital Asset Tax Certainty Act, un più ampio pacchetto di norme fiscali nel quale è stata inserita anche la disposizione del FULL HOUSE Act relativa alle perdite da gioco.
La misura punta a ripristinare la possibilità di dedurre il 100% delle perdite da gioco, fino all’ammontare delle vincite, superando così il limite del 90% introdotto per l’anno fiscale 2026.
Cosa è cambiato nel 2026
Il problema nasce dalla riforma fiscale approvata nel 2025, la One Big Beautiful Bill Act. A partire dal 1° gennaio 2026, la normativa federale ha stabilito che le perdite da gambling deducibili sono pari al minore tra il 90% delle perdite e l’ammontare delle vincite.
Prima della modifica, un contribuente che effettuava attività di gambling e che sceglieva di dettagliare le proprie deduzioni poteva dedurre le perdite fino all’importo complessivo delle vincite.
L’effetto della nuova regola può essere illustrato con un esempio semplice.
Un giocatore che nel corso dell’anno registra:
-
100.000 dollari di vincite;
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100.000 dollari di perdite;
avrebbe avuto, secondo la precedente disciplina, la possibilità di compensare integralmente i due importi ai fini della deduzione delle perdite.
Con il limite del 90%, invece, la deduzione sarebbe pari a 90.000 dollari. Rimangono quindi 10.000 dollari che possono concorrere al reddito imponibile, nonostante il giocatore abbia chiuso l’anno senza un guadagno netto derivante da quelle giocate.
È questo il meccanismo alla base di quello che nel dibattito pubblico e nel settore viene spesso definito “phantom income”, cioè un reddito fiscalmente rilevante che non corrisponde a un effettivo guadagno netto.
Il FULL HOUSE Act
La proposta è sostenuta da un’iniziativa bipartisan presentata dai deputati Max Miller (Repubblicano, Ohio) e Steven Horsford (Democratico, Nevada).
Il Facilitating Useful Loss Limitations to Help Our Unique Service Economy Act, abbreviato FULL HOUSE Act, punta appunto a eliminare la limitazione del 90% e a riportare la deduzione delle perdite al 100% delle vincite.
Il presidente della Ways and Means Committee, Jason Smith, ha dichiarato nel corso della seduta del 16 settembre che il testo approvato dalla commissione comprende la modifica proposta da Miller e che questa ripristinerebbe la deduzione integrale delle perdite fino all’ammontare delle vincite.
La misura è stata inserita all’interno di un provvedimento molto più ampio, dedicato principalmente alla fiscalità degli asset digitali. La commissione lo ha approvato con un voto complessivo di 38-5.
Perché la questione interessa il poker
Il tema riguarda in generale il gambling — quindi, a seconda dei casi, poker, scommesse sportive, casinò, corse e altre forme di gioco — ma il poker è particolarmente esposto al problema perché un giocatore può avere durante l’anno numerosi risultati positivi e negativi senza che il totale delle singole vincite rappresenti il suo risultato economico finale.
La modifica fiscale del 2026 ha quindi attirato l’attenzione soprattutto tra i giocatori professionisti e high-stakes, oltre che tra operatori e organizzazioni dell’industria del gaming.
Secondo dati IRS riportati da Casino.org, nel 2023 592.864 contribuenti che presentavano deduzioni dettagliate dichiararono perdite da gambling per un totale di circa 42,7 miliardi di dollari. Si tratta però di dati relativi al 2023 e quindi precedenti alla nuova disciplina entrata in vigore nel 2026.
Cosa ha deciso realmente la commissione
È importante distinguere tre livelli diversi.
Primo: la commissione ha approvato il provvedimento. Questo è avvenuto il 16 settembre con il voto 38-5.
Secondo: la disposizione è ora inserita in un disegno di legge più ampio, l’H.R. 10357, il Digital Asset Tax Certainty Act. Il provvedimento è stato quindi avviato verso l’esame della Camera dei rappresentanti.
Terzo: la modifica fiscale non è ancora legge. Servono ulteriori passaggi legislativi, compreso l’esame della Camera e quello del Senato, e i due rami del Congresso devono arrivare a un testo approvabile prima che possa entrare in vigore.
È dunque prematuro parlare di ritorno effettivo alla deduzione del 100%.
Una possibile applicazione retroattiva
Un elemento particolarmente rilevante della proposta è che il ripristino della vecchia disciplina è previsto, nel testo discusso, con effetto per gli anni fiscali iniziati dopo il 31 dicembre 2025. In altre parole, se la modifica diventasse legge nella forma prevista, avrebbe effetto anche sul trattamento fiscale dell’anno 2026.
Questo aspetto è importante per i giocatori che stanno già accumulando risultati nel corso dell’anno.
Naturalmente, fino all’approvazione definitiva, la normativa attualmente in vigore resta quella che limita la deduzione al 90%.
Non è il primo tentativo
Il voto di settembre arriva dopo diversi tentativi di modificare la nuova disciplina.
Già nel 2025 erano state presentate iniziative legislative per eliminare il limite. Nel gennaio 2026 Miller e Horsford hanno presentato il FULL HOUSE Act, mentre altri legislatori hanno promosso proposte con obiettivi analoghi. A gennaio, un tentativo di inserire una modifica alla disciplina all’interno di un provvedimento di spesa non aveva superato un passaggio procedurale alla Camera.
Il voto 38-5 del 16 settembre rappresenta quindi un avanzamento concreto rispetto a quei precedenti tentativi.
Cosa succede adesso
Il prossimo passaggio sarà l’iter alla Camera dei rappresentanti.
Se il testo dovesse essere approvato dalla Camera, dovrebbe poi essere esaminato dal Senato. Solo dopo l’approvazione del Congresso secondo la procedura prevista e la successiva promulgazione potrebbe diventare effettivamente legge.
Per i giocatori di poker statunitensi, dunque, la novità è significativa ma non conclusiva.
La situazione, al momento, può essere riassunta così:
Regola attuale: dal 2026 sono deducibili fino al 90% delle perdite, entro il limite delle vincite.
Proposta approvata dalla commissione: ritorno alla deduzione del 100% delle perdite, entro il limite delle vincite.
Voto della commissione: 38-5.
Stato della legge: non ancora definitiva; il provvedimento deve proseguire il proprio iter parlamentare.
Possibile effetto temporale: applicazione anche all’anno fiscale 2026, se la proposta verrà approvata nella forma prevista.
Per ora, quindi, più che di una “fine della phantom tax” si può parlare di un passaggio legislativo importante verso una possibile modifica della disciplina. Il risultato finale dipenderà dai successivi voti del Congresso.
Articolo di by Jason Glatzer per Poker.pro

