Antonio Esfandiari: spettacolo e poker vanno di pari passo
Guardando giocare Antonio “The Magician” Esfandiari, viene quasi spontaneo pensare a una celebre frase del film Il Gladiatore: “Non vi state divertendo? Non è forse per questo che siete qui?”
Sul tavolo da poker, Esfandiari sembra perfettamente a suo agio: scherza con gli avversari, provoca gli amici e i rivali, intrattiene il tavolo e, soprattutto, si diverte. Spesso, sembra divertirsi più di chiunque altro nella stanza.
«Penso semplicemente che il poker, come qualsiasi cosa nella vita, sia più divertente quando c’è interazione», racconta Esfandiari nell’intervista realizzata da Craig Tapscott per Poker.org.
«Quando mi alleno preferisco farlo con qualche amico. Quando gioco a carte ci sono altre otto persone al tavolo: davvero dovremmo stare lì in silenzio a guardarci?»
Il campione americano ammette che in passato parlare al tavolo era anche una strategia per raccogliere informazioni sugli avversari.
«Quando ero più giovane cercavo volutamente di ottenere informazioni. Oggi molto meno. Voglio soprattutto divertirmi.»
Oggi la priorità è la famiglia
Negli ultimi anni la vita di Esfandiari è cambiata parecchio. Se un tempo era una presenza costante ai tavoli di poker di tutto il mondo, oggi è più facile trovarlo su una spiaggia soleggiata o su una pista da sci insieme alla moglie e ai suoi tre figli.
La vera magia, oggi, avviene lontano dal tavolo verde.
E anche in famiglia, però, il pokerista non riesce proprio a smettere di… scommettere.
«È divertentissimo», racconta. «Ogni volta che nasce una discussione, i miei due figli partono subito con: “Vuoi scommettere?”»
A volte le cifre salgono rapidamente.
«All’improvviso uno scommette 300 dollari contro l’altro. E io devo intervenire: “Ragazzi, non così tanto!”. Uno dei miei figli voleva puntare tutto il suo bankroll, quindi ho dovuto limitare le loro scommesse a 10 dollari a testa.»
Le scommesse in famiglia
Le prop bet non si fermano ai figli. Anche Esfandiari partecipa volentieri al gioco.
«Scommetto con loro anch’io», ammette. «Cercano sempre di ottenere da me un “yes day”.»
Il meccanismo è semplice: se i figli vincono la scommessa, ottengono un’intera giornata in cui possono decidere tutto.
«Possono organizzare l’intera giornata come vogliono. Ovviamente ci sono alcuni limiti, ma possono fare praticamente tutto: restare svegli fino a tardi e io non posso dire di no.»
Se invece vince il padre?
«Potrebbe esserci una settimana senza zuccheri. In effetti, proprio adesso sono entrambi in una settimana senza zucchero… ed è fantastico.»
Anche a casa, quindi, Antonio Esfandiari continua a “prenotare action”.
I momenti chiave dell’intervista
Nell’intervista esclusiva realizzata da Craig Tapscott per Poker.org, Esfandiari affronta numerosi temi legati alla sua carriera e alla sua vita personale.
Tra gli argomenti più interessanti:
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Le sfide high stakes contro leggende del poker come Doyle Brunson, Phil Hellmuth e Alan Keating
Un’icona del poker che continua a far divertire
Antonio Esfandiari resta uno dei personaggi più iconici del poker mondiale: carismatico, spettacolare e sempre capace di trasformare una partita in uno show.
Oggi il poker occupa uno spazio diverso nella sua vita, ma lo spirito è rimasto lo stesso: divertirsi, creare connessioni e godersi il momento.
E, come dimostrano le scommesse con i figli, l’action non manca mai — nemmeno lontano dal tavolo verde.
Articolo basato sull’intervista originale realizzata da Craig Tapscott per Poker.org.
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