Per due giorni il torneo sembrava avere un solo padrone. Jesse Lonis aveva dominato il $5.000 Pot-Limit Omaha 8-Handed delle World Series of Poker 2026, accumulando uno stack enorme e presentandosi al tavolo finale con un vantaggio apparentemente incolmabile.
Eppure, nel poker nulla è scritto fino all’ultima carta. Alla fine è stato Yang Wang a completare una delle rimonte più sorprendenti di questa prima fase delle WSOP 2026, conquistando il suo primo braccialetto e negando a Lonis un successo che sembrava ormai inevitabile.
Lonis domina il torneo
Il professionista statunitense aveva dato spettacolo fin dalle prime battute dell’evento. Dopo aver chiuso il Day 1 in seconda posizione dietro Dylan Weisman, Lonis aveva preso il comando durante il Day 2 costruendo uno stack impressionante.
Alla vigilia del tavolo finale disponeva di 17,6 milioni di chip, più del triplo rispetto al suo inseguitore più vicino, Stephen Hubbard.
Anche durante la fase iniziale del final table il copione sembrava destinato a rimanere lo stesso.
Sul proprio profilo social, Lonis aveva mostrato tutta la sua fiducia scrivendo:
“È il momento del gorilla.”
Una frase che sembrava anticipare una marcia trionfale verso il titolo.
Le eliminazioni che sembravano chiudere il discorso
Lonis ha continuato a macinare chip eliminando diversi avversari lungo il percorso.
Tra i colpi più importanti c’è stato quello contro Jarred Graham, in una mano in cui entrambi i giocatori hanno centrato combinazioni molto forti. L’intero stack è finito al centro del tavolo e il professionista americano è riuscito ad avere la meglio grazie al tris superiore già al flop.
Poco dopo sono arrivati anche gli addii di Dylan Weisman e Stephen Hubbard.
A quel punto la situazione appariva ancora favorevole a Lonis:
- Jesse Lonis – 18.175.000
- Yang Wang – 11.570.000
- Evan Krentzman – 4.395.000
- Justin Scott – 2.120.000
Sembrava l’ennesima conferma del suo dominio.
La svolta firmata Yang Wang
Il momento decisivo è arrivato quando Yang Wang ha iniziato a mettere pressione agli avversari e soprattutto a Lonis.
Una mano particolarmente significativa ha visto Wang eseguire un importante bluff. Lonis ha scelto di verificare la forza della giocata e ha scoperto che il suo avversario era riuscito a strappargli un piatto fondamentale senza mostrare una mano di valore.
Da quel momento l’inerzia del tavolo è cambiata completamente.
Wang ha iniziato ad accumulare chip con continuità fino a conquistare la leadership. Nel giro di poche ore si è ritrovato con oltre due terzi delle chip in gioco, mentre lo stack di Lonis si riduceva progressivamente.
Alla pausa cena il vantaggio del giocatore cinese era ormai evidente:
- Yang Wang – 24,5 milioni
- Jesse Lonis – 5,8 milioni
- Evan Krentzman – 5,5 milioni
La rimonta era ormai completata.
Il colpo finale e il primo braccialetto
Dopo l’eliminazione di Evan Krentzman al terzo posto, Wang si è presentato all’heads-up con un vantaggio di circa cinque a uno in chip.
L’ultima mano è stata particolarmente amara per Lonis.
Il flop sembrava favorire nettamente il professionista americano, che aveva centrato la top pair accompagnata dal progetto di colore massimo. Wang disponeva soltanto di una coppia inferiore, ma il turn gli ha regalato una doppia coppia.
Il river ha completato il colore per Lonis, ma contemporaneamente ha migliorato Wang fino al full house, consegnandogli il piatto decisivo e il titolo.
“Ho sempre pensato di poter vincere”
Dopo il trionfo, Wang ha spiegato di non aver mai smesso di credere nelle proprie possibilità, nemmeno quando si trovava nettamente indietro nel conteggio delle chip.
“Sono sempre stato fiducioso. Ero corto di stack, ma ho sempre pensato di poter vincere.”
Parole che raccontano perfettamente la mentalità mostrata durante tutto il tavolo finale.
L’emozione è poi esplosa al momento della vittoria:
“Prima di vincere il braccialetto ero tranquillo. Adesso è emozionante. Ho raggiunto diversi tavoli finali alle WSOP e non volevo lasciarmi sfuggire questa occasione.”
Una vittoria che vale una carriera
Per Yang Wang si tratta del primo braccialetto WSOP della carriera, ottenuto al termine di una giornata memorabile contro uno dei giocatori più temuti del circuito internazionale.
Per Jesse Lonis resta invece il rammarico di aver dominato gran parte del torneo senza riuscire a completare l’opera. Una dimostrazione, l’ennesima, di quanto il Pot-Limit Omaha possa essere spettacolare e imprevedibile fino all’ultima carta distribuita.
Fonte e attribuzione: Articolo rielaborato da informazioni pubblicate da PokerOrg. Crediti all’autore originale Dave Woods.
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