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Filippo Candio si racconta
Filippo Candio

NOTIZIE: Filippo Candio si racconta
"Non sono né una leggenda e non sono passato alla storia, piuttosto penso di aver dimostrato di essere un guerriero che non si arrende mai e che ha creduto fortemente che il risultato raggiunto non era impossibile"..... Leggi tutto

"Non sono né una leggenda e non sono passato alla storia, piuttosto penso di aver dimostrato di essere un guerriero che non si arrende mai e che ha creduto fortemente che il risultato raggiunto non era impossibile".

Non è cambiato di una virgola Filippo 'DriveOn' Candio, il primo italiano in 41 anni di World Series Of Poker a raggiungere il tavolo finale del Main Event da 10,000 dollari su 7,400 di iscritti. E' stato assalito da televisioni, giornalisti, bloggers, sponsor, tifosi, gente sconosciuta e amici, tutti lì a tifare, festeggiare e celebrare la sua impresa. Ha già vinto 811,000 dollari è inequivocabilmente entrato nella storia del poker ma tutto ciò non lo ha travolto anzi: "Sono sincero - esordisce Candio a Gioconews.it - la sto vivendo in maniera molto tranquilla e non come un ragazzino super eccitato da quello che è successo. Credo che sia un bel punto di partenza e non di arrivo e che non sono entrato nella storia perchè spero di fare molto di più da qui in avanti". E poi il solito ritornello che ci ha accompagnato durante i 12 giorni di Main Event: "Molto probabilmente il torneo è appena iniziato e non è mica finito qui e comunque vada a novembre sarà spattacolo, questo lo posso dire con certezza".

Una vittoria che lo consacra e che conferma le sue qualità. "Penso che sia un risultato frutto di anni di lavoro - prosegue Filippo - non ero ben visto da molti, sono stato spesso criticato ma ho sempre e solo giocato a carte. E' logico che qualcuno possa criticare il mio stile, il mio gioco ma penso di aver dimostrato di essere uno che non molla mai anche nelle situazioni più difficili, credo di aver fatto vedere a tutti che sono un guerriero".

Nel momento clou spesso gli italiani sono crollati uscendo dal torneo prima del grande traguardo. Quest'anno anche altri players di casa nostra sono arrivati molto avanti. "Penso che tutti abbiano combattuto come me e non bisogna mai dimenticare che ci vuole quel pizzico di fortuna in più in certi momenti per centrare l'obiettivo che era ben chiaro e definito. Ogni giocatore in cuor suo sa quello che ha fatto e se si è impegnato al massimo per raggiungere il risultato che si è prefisso".

Quando hai capito che era fatta, quando ti sei potuto rilassare e dire: è finita?

"Sono sempre stato sul filo della tensione in maniera terrificante e, ripeto, il torneo non è ancora finito e forse rinizierà solo a novembre".

Una splendida prova anche frutto di una condizione psicologica ideale.

"Nella propria testa bisogna saperlo, bisogna avere chiaro l'obiettivo e pensare che sia stato già raggiunto. E' difficile da spiegare a parole ma quello che ho sempre pensato è che niente è impossibile al mondo e la mentalità giusta ci può far raggiungere mete che possono sembrare complicatissime. Sapevo ancheche poteva non andare come alla fine è andata ma nella mia testa avevo già raggiunto il traguardo che sognavo".

Un mese e mezzo a Las Vegas, i primi risultati poi lo stop con le Wsop, il relax, il divertimento con tutti i players italiani circolati nel Nevada e quindi il Main Event: una preparazione perfetta?

"In effetti il periodo di preparazione è stato importante e quando mi sono seduto al tavolo ero pronto a giocare per giorni a poker. Ripeto: se non sei pronto mentalmente non arrivi da nessuna parte".

L'approccio mentale è stato importante, ok, ma poi a carte bisogna giocarci...

"Sono stato molto al tavolo televisivo durante le ultime fasi e se faranno vedere le mie giocate sarà uno spettacolo decisamente divertente". Se la ride 'DriveOn'.

Tipo?

"Beh c'è uno squeeze (mossa che si applica principalmente nel gioco preflop. Essa indica il controrilancio, dopo che un giocatore abbia eseguito un rilancio d'apertura e che minimo un'altro giocatore abbia già chiamato, ndr) con 7 e 2 offsuited da small blind su un'apertura mi sembra di Johnny Lodden sicuramente da brividi e nel quale ho rischiato moltissimo ma è andata bene e tutti hanno foldato".

Tante giocate al limite, in 'bianco totale', per sopravvivere ma la tecnica di Candio è stata principalmente una.

"Ho giocato soprattutto di posizione e quindi ho foldato anche carte importanti in condizioni di gioco sfavorevoli. Ho sempre avuto davanti uno stack significativo e ho pensato alla gestione del torneo senza immischiarmi in giocate che potevano rivelarsi rischiose se effettuate fuori posizione".

Hai dichiarato di aver incontrato giocatori fortissimi al tavolo per tutta la durata del torneo ma chi è quello che ti ha impressionato di più?

"Sicuramente Joseph Cheong, è il più bravo in assoluto".

Hai letto che ha dichiarato di 'poter vincere facile per la sua grande esperienza in tornei live rispetto agli avversari'?

"No non lo sapevo ma mi chiedo: sa cosa significhi in termini scaramantici una frase del genere? Io non mi siederei neanche al tavolo, forse non monterei neanche sull'aereo. E poi al tavolo c'è 'the Grinder' (Michale Mizrachi, ndr) se lo ricorda? Scherzo ovviamente e ribadisco: è veramente forte come lo sono tutti gli altri che sono arrivati sin qui".

E' stato importante anche il supporto degli amici, da Facebook, su Skype c'è stata una riunione di mezzo poker italiano quando si giocava per il final table, ma chi è stato veramente importante in tutti quei giorni di permanenza a Las Vegas?

"Sicuramente Gabriele 'Galb' Lepore (il pro di Sisal Poker) mi è stato molto d'aiuto in quei giorni. Ma anche e soprattutto prima, negli ultimi mesi, quando continuava a credere in me e nelle mie qualità e mi ha sempre continuato a ripetere che ero un giocatore di poker".

Capitolo sponsor: vederti con le toppe Full Tilt è stato bello ma qualcuno ha anche pensato al recente passato..

"Fino a novembre sto con loro poi si vedrà. Per il resto io posso solo dire che gioco a carte e che le cose capitano. Tanti calciatori passano dal Milan all'Inter o viceversa".

Siamo d'accordo: si tratta di un punto di partenza e non di arrivo ma quali saranno le prossime tappe di Pippo Candio, i progetti futuri, etc etc?

"La testa ora è alle World Series Of Poker Europe di Londra che giocherò dopo essermi rilassato in vacanza e poi a novembre per il tavolo finale. Non so se giocherò qualche tappa Ept tra settembre e novembre. Per il futuro sapete come sono fatto, mi considero un tipo eclettico e quindi potrei anche decidere di fare altro nella vita. Di sicuro giocherò a poker ancora per molto tempo ma, ripeto, solo ora inizio a farlo in modo serio. Non serve a nulla celebrare quello che ho fatto".

Ma che soddisfazione che ci hai regalato! Grazie Filippo!

(gioconews.it)

 

 
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